31 agosto 2012

Il Papa: la preghiera non è mai tempo perso  | Avvenire RSS Feed - Chiesa

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"La preghiera non è tempo perso, non è sottrarre tempo alle attività, anche a quelle apostoliche". Lo ha detto il Papa nell'Udienza Generale tenuta questa mattina nella gremita piazza della Libertà a Castel Gandolfo, essendo il cortile della residenza estiva in grado di contenere solo fino a 4mila fedeli.



Nei giorni scorsi era stato annunciato che per l'Udienza Generale di oggi Benedetto XVI sarebbe tornato a Roma, in piazza San Pietro, in occasione del raduno dei chierichetti e delle chierichette francesi. E invece gli organizzatori hanno preferito far incontrare i ragazzi (2600) con il Pontefice nel cortile della residenza estiva.



Come a San Giovanni Battista, del quale si celebra oggi il martirio, secondo il Papa anche a noi è richiesto "il coraggio di lasciare che Cristo cresca in noi e sia lui ad orientare il nostro pensiero e le nostre azioni". "Ma - ha avvertito il Pontefice - questo può avvenire nella nostra vita solo se è solido il rapporto con Dio". "Solo se se siamo capaci di avere una vita di preghiera fedele, costante, fiduciosa, sarà Dio stesso a darci capacità e forza per vivere in modo felice e sereno, superare le difficoltà e testimoniarlo con coraggio".



San Giovanni Battista è dunque il modello da seguire per "conservare sempre il primato di Dio nella nostra vita". E infatti la sua "interiorità così forte, così coerente, spesa in modo così totale per Dio e per preparare la strada a Gesù nasce "dal rapporto con Dio, dalla preghiera, che è il filo conduttore di tutta la sua esistenza".



In proposito il Pontefice ha osservato che "Giovanni è il dono divino lungamente invocato dai suoi genitori, Zaccaria ed Elisabetta, un dono grande, umanamente insperabile, perchè entrambi erano avanti negli anni ed Elisabetta era sterile, ma nulla è impossibile a Dio e l'annuncio di questa nascita avviene proprio nel luogo della preghiera, al tempio di Gerusalemme, anzi avviene quando a Zaccaria tocca il grande privilegio di entrare nel luogo più sacro del tempio per fare l'offerta dell'incenso al Signore".



"Anche la nascita del Battista - ha continuato Papa Ratzinger - è segnata dalla preghiera: il canto di gioia, di lode e di ringraziamento che Zaccaria eleva al Signore e che recitiamo ogni mattina nelle Lodi, il 'Benedictus', esalta l'azione di Dio nella storia e indica profeticamente la missione del figlio Giovanni: precedere il Figlio di Dio fattosi carne per preparargli le strade".



Secondo il Papa, "l'esistenza intera del Precursore di Gesù è alimentata dal rapporto con Dio, in particolare il periodo trascorso in regioni deserte che sono luogo della tentazione, ma anche luogo in cui l'uomo sente la propria povertà perché privo di appoggi e sicurezze materiali, e comprende come l'unico punto di riferimento solido rimane Dio stesso. Ma Giovanni Battista non è solo uomo di preghiera, di contatto permanente con dio, ma anche una guida nel rapporto con Dio. L'Evangelista Luca riportando la preghiera che Gesù insegna ai discepoli, il 'Padre nostro', annota che la richiesta viene formulata con queste parole: 'Signore insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepolì".